Una storia che accompagna i bambini alla risonanza magnetica con il sorriso, trasformando la paura in una piccola avventura.
Di cosa parla
Attraverso il racconto di Sofia e l’incontro con “Mino il Magnete”, il libretto spiega con parole semplici e rassicuranti cosa accade prima, durante e dopo l’esame. La macchina diventa “magica” e il bambino il vero protagonista della storia.
I rumori forti diventano tamburi e martelletti; le cuffie e la musica rendono tutto più morbido.
Il tecnico parla con il bambino e c’è un pulsante che ferma l’esame in qualsiasi momento.
Restare immobili per pochi secondi diventa un gioco: una statua magica, un supereroe.
Spiega anche le regole di sicurezza per i genitori che restano accanto al bambino.
Credenziale istituzionale
“Sofia e la macchina magica” è realizzato con il patrocinio della SIP – Società Italiana di Pediatria, che ne ha curato anche il riadattamento grafico. Il progetto è stato presentato sul sito ufficiale SIP il 16 dicembre 2025.
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Le domande dei genitori
Le risposte alle preoccupazioni più comuni, con le parole del libretto, per affrontare l’esame insieme con serenità.
No, non fa male. La risonanza magnetica non usa i raggi X (come fanno invece le radiografie): è come una macchina fotografica speciale che guarda dentro al corpo e fa delle “foto magiche” per aiutare i dottori a capire meglio e a prendersi cura del bambino.
Durante l’esame si sentono suoni forti, come tamburi che fanno “bum bum” o martelletti che battono: è solo la macchina che lavora per fare le sue foto speciali. Il bambino indossa delle cuffie che trasformano i rumori in suoni più morbidi e, se vuole, può ascoltare anche un po’ di musica.
Sì: per fare foto perfette bisogna stare fermi come statue, anche solo per pochi secondi. Si può trasformare in un gioco — una statua magica o un supereroe che non si muove. Tra un rumore e l’altro ci sono delle pause, in cui il bambino può respirare e rilassarsi un po’.
Sì, la mamma o il papà possono restare vicino al bambino nella stanza, indossando un camice speciale monouso, leggero e senza bottoni o cerniere di metallo. Anche i genitori devono togliere orecchini, braccialetti e tutto ciò che è di metallo. Così il bambino si sente ancora più tranquillo.
Prima della risonanza si tolgono tutti gli oggetti di metallo — orecchini, braccialetti, monete, il cellulare — e si lasciano nell’armadietto, perché il magnete è molto potente e li attira. Inoltre non si possono indossare vestiti con fibre sintetiche, perché potrebbero scaldarsi.
Sì. Al bambino viene dato un pulsante collegato al lettino: se lo preme, l’esame si ferma subito. Durante tutto l’esame si sente anche la voce del tecnico di radiologia che parla con lui. Così il bambino è sempre al sicuro.
È una parte speciale che serve a fare immagini chiare: per la testa si appoggia una bobina sul capo, per la pancia o il bacino una bobina anteriore, come una copertina leggera sul pancino. Non stringe e non fa male.
Sì: prima dell’esame la mamma o il papà firmano un foglio. Serve a dire che hanno capito bene come funziona la risonanza e che è tutto pronto per iniziare.
Qualche pagina
Per i più piccoli
Per i bambini che non leggono ancora, o per accompagnarli con calma la sera prima dell’esame: la storia di Sofia letta ad alta voce.
La storia di Sofia letta ad alta voce — premi play per ascoltare.
Disponibile liberamente per ospedali, ambulatori e famiglie.
↓ Scarica il PDF🏥 Per reparti e ambulatori: il libretto è liberamente adottabile, stampabile e distribuibile a scopo non commerciale, per accompagnare i piccoli pazienti alla risonanza magnetica.